Gian Paolo Serino contro il Salone del Libro di Torino 2012

Nato da poco su Facebook, il  popolare sociale network, il gruppo il Salone Immobile del Libro di Torino conta già più di cento iscritti e siamo sicuri che, grazie all’appeal 2.0 del suo creatore cioè il critico letterario Gian Paolo Serino,questa cifra  è destinata acrescere vertiginosamente con il passare delle ore.

 

Questo il manifesto del gruppo: “Il Salone Immobile di Torino nasce dall’idea che proprio la Fiera del Libro di Torino sia tra i principali colpevoli della disaffezione alla lettura in Italia. Non voglio entrare in dibattiti con gli zombie culturali che attentano ogni giorno la libertà di lettura , ma l’oggettività porta facilmente a comprendere come la Fiera di Torino sia diventata un circo barnum di radical flop più che un luogo di incontro tra scrittori, editori e lettori…. I piccoli editori, che sino a qualche anno fa animavano il Salone, sono sempre più strozzati da costi esorbitanti per pochi metri quadrati di visibilità. Non promuovono più cultura ma sono costretti a recuperare i costi in pochissimi giorni.”

 

Il creatore di Satisfiction vorrebbe quindi abolire la Fiera del Libro di Torino, a suo dire tra i principali colpevoli della cultura in Italia e chiama a raccolta il popolo dei lettori che dovrebbe invece rivendicare il  proprio Potere.

Gian Paolo Serino, uno che di certo non le manda a dire, divide e unisce il pubblico del web, c’è chi lo ama o chi lo odia, ma ha fatto della provocazione un arte e non ha tutti i torti davvero, quando si scaglia contro l’attuale formula del Salone del Libro di Torino, evento che forse andrebbe rivisto nella sua attuale e gargantuesca formula.

 

Concludiamo con un’ultima frase, sempre pubblicata da Serino sul gruppo il Salone Immobile del Libro di Torino, su cui ti troviamo pienamente d’accordo: “La crisi economica non si risolve se prima non affrontiamo quella culturale”.

 

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