La doppia vita è bella il doppio di Jonathan Ames

Questo libro, non libro ci viene così presentato:

“Questo libro è uno scontro epocale tra le due personalità del suo autore: il romanziere che ha scritto Sveglia, Sir! e Io e Henry sfida il giornalista e saggista di Cosa (non) amare. Meglio quindi Annoiato a morte, il racconto da cui è stata tratta la sceneggiatura della serie televisiva Bored to death – Investigatore per noia, oppure gli irresistibili reportage dagli U.S. Open e da un festival di musica gotica e le bizzarre interviste con Marilyn Manson e Lenny Kravitz? Forse è meglio non scegliere e leggersi da cima a fondo questa raccolta in cui Ames riesce a reinventare con ironia il genere hard boiled alla Raymond Chandler e nel contempo a regalarci un inconsueto e graffiante ritratto della società americana”

Un libro doppio che non è in un libro questo di Jonathan Ames dove troviamo raccolto tutto quanto fa libro e tutto quanto non fa libro: scritture varie, extra, racconti, saggi, interviste, diari e pensieri vari sulla boxe, sul gossip e sul sesso. L’egocentrico Ames, anche quando parla di Lenny Kravitz e di Marylin Manson, parla di sé, nulla da fare,è un vampiro di personalità e si diverte poi a raccontare, almeno per finzione, di quella volta che fu spedito a fare un servizio sui nuovi quartieri della moda di New York per finire poi a randellare, e in brutta maniera, due ladruncoli.
La violenza, da pugile dilettante, affiora spesso e volentieri, sia in maniera strettamente fisica, quando ad esempio gli sfasciano il naso, che in chiave sessuale (sorvoliamo liberamente). Un libro votato all’ego di un uomo che è stato giornalista, alcolista, pugile (?), trionfatore e sconfitto e che forse questo libro ce lo poteva risparmiare, o chi per lui.

 

La doppia vita è bella il doppio

traduzione di Alfonso Petrosino

Dalai editore

pp356 euro 18, 50

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