L’identità di Kazimier Brandys ha importanza?

Oggi, con l’approssimarsi della Giornata della Memoria, vogliamo parlare di  Kazimierz Brandys, uno scrittore scomodo perché ebreo- polacco, ma per molti, solo polacco…

Questa è la sua biografia, parziale, presente su Wikipedia Italia: “Nacque in una famiglia di letterati, tra i quali si annovera il fratello Marian Brandys. Studiò legge alla Università di Varsavia. Negli anni di intervallo tra le due guerre mondiali si avvicinò agli ideali di sinistra, iscrivendosi all’Unione della Gioventù Socialista”. Dove manca giusto quel qualcosa che siamo andati a recuperare sulla pagina di Wikipedia Polska dedicata allo scrittore nato a Łódź e troviamo, per l’appunto, quanto segue: “Pochodził z inteligenckiej, zasymilowanej rodziny żydowskiej” dove “rodziny zydowskiej” sono i termini con cui si dice chiaramente che Brandys era di famiglia ebraica, dettaglio trascurato, se non addirittura omesso (già, ma perchè?), nella versione italiana. L’appartenenza, inspiegabilmente, diventa tematica spinosa, come in questo caso, perché identità e appartenenza sono temi centrali nell’opera dell’autore di Sansone , come cercheremo di mostrarvi in seguito. Il tema dell’identità è un argomento universale, e non certo prerogativa unica di Brandyz, anche se lo scrittore di Łódź nelle sue opere ne ha magnificato la maturazione.

Perché l’identità non ha un inizio e una fine, ma si trasmette di genitore in figlio, di libro in libro, questo è infatti uno dei grandi segreti universali della Letteratura e non va mai oscurata. Mai.  Certo, siamo consapevoli che, purtroppo, Brandys e, molti altri scrittori come lui, non hanno lo spazio che meriterebbero sugli scaffali italiani, ma da qui, a privarlo della sua identità, forse si è andati davvero un po’ oltre…

 

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